Accattonaggio con i cani: Canducci attacca la Lega

“Cercano di sfruttare l’emotività del momento per un cane di un senzatetto investito da un’auto”

Europa Verde di San Benedetto del Tronto interviene sulla polemica dell’accattonaggio con i cani sollevata dalla Lega. “Fin dal 2007 il Comune – spiega il capogruppo in Consiglio Paolo Canducci – ha un regolamento di Tutela e Benessere animale che all’art. 9, punto 32 recita: ‘E’ vietato, su tutto il territorio comunale, per motivi di accattonaggio e nella pratica dello stesso, utilizzare animali in stato di incuria, denutrizione e in precarie condizioni di salute, impossibilitati alla deambulazione, sofferenti per le condizioni in cui vengono esposti o in evidente stato di maltrattamento’. Quindi non si capisce esattamente quale sia la richiesta della Lega, posto che la materia è stata già normata fin dalla giunta Gaspari”.

Continua Canducci: “Se l’intenzione è quella di perorare la causa del divieto assoluto di accattonaggio, ci sembra un’azione del tutto scellerata e demagogica, completamente scollata dalla realtà. E’ facile comprendere, infatti, quanto il problema sia in realtà molto più complesso di quello che si vuol far apparire, sfruttando l’emotività del momento per il triste episodio del cucciolo investito da un’auto, cucciolo che era detenuto da un senzatetto.
La verità è che ogni situazione va analizzata nel concreto e, se si vuole parlare di benessere del cane, bisogna anche sapere cosa significa e che non c’è un’equazione necessaria cane senzatetto = cane maltrattato”.
Ancora Canducci: “Per i senzatetto i cani spesso rappresentano una fondamentale e a volte unica compagnia, fonte di affetto ed autostima, gli unici in grado di restituire un po’ di dignità a queste persone dimenticate. Chiaramente qui non si vuole affermare che tutti i senzatetto trattino bene i propri cani, questo è il motivo per cui lo stesso art. 9 sopra citato subordina il divieto ad ipotesi di maltrattamento. E poi come si risolverebbe il problema? Sequestrare i cani dei senzatetto significa chiuderli nelle gabbie del canile e a volte gettare le chiavi.
A supporto delle nostre considerazioni, riportiamo uno stralcio del ‘Regolamento per il benessere e la tutela degli animali del Comune di Milano’ che tiene in considerazione la non rara circostanza che i cani detenuti dai senzatetto siano davvero compagni di vita.
‘Art. 14 – Accattonaggio con utilizzo di animali 1. È vietato esercitare la pratica dell’accattonaggio esibendo animali. Il detentore è sottoposto a sanzione amministrativa prevista dall’art. 40, e gli animali sono sottoposti a sequestro amministrativo ed eventualmente a confisca. 2. Sono esclusi dal divieto gli animali della specie cane qualora si accerti che si tratta di “compagni di vita” del mendicante che li detiene, ai quali sono garantite condizioni di vita e tutela in accordo al Regolamento. In assenza di documenti e microchip, il cane viene ricoverato presso il canile sanitario ed il detentore dovrà produrre i documenti di proprietà”.

Conclude Canducci: “La soluzione più ragionevole è di aiutare i senzatetto che diano garanzie di buon trattamento dei propri animali e punirli in caso di comportamenti perseguibili a livello amministrativo o penale, come dovrebbe avvenire nei confronti di chiunque sia detentore di animali, quindi senza alcuna discriminazione. L’aria che tira però non sembra questa”.

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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