A un anno dalla scomparsa del nostro amico Enrico

Enrico Costantini

Stimatissimo collaboratore del giornale, impossibile non ricordarlo in questa giornata

di Aldo Caporaletti

Nel pomeriggio di un anno fa – colpito da fibrillazione cardiaca quasi al termine di una
seduta di dialisi all’Ospedale di Civitanova – ci lasciava Enrico Costantini, cronista sportivo,
principalmente di vicende dell’amata Civitanovese, della nostra testata (leggi).

Una perdita incolmabile quella di Enrico, il cui ricordo resta vivo negli sportivi marchigiani, che ne apprezzavano la competenza e l’esattezza dei giudizi. Derivati da un’esperienza quarantennale iniziata nelle prime emittenti radiofoniche e televisive locali. Restano indimenticabili le sue radiocronache, per Antenna Centro (col commento tecnico di Franco Brinati), della Civitanovese degli Anni ’80 che i presidenti Verdini e Traini avevano riportato dopo vent’anni in Serie C.

Costantini aveva poi proseguito la sua passione per il racconto sportivo, divenuta professione, sui quotidiani cartacei e, in ultimo, su quelli on-line. Non dimenticando l’origine radiofonica, nonostante i problemi di salute, era sempre attivo sui campi di calcio. Nel fine settimana precedente la scomparsa aveva effettuato la radiocronaca, in una giornata di pioggia, dell’incontro di Eccellenza tra San Marco Lorese e Fabriano Cerreto.

Vi dicevamo della stima di cui Enrico godeva tra gli sportivi marchigiani, nel cui ambiente
egli, che era di indole buona e comunicativa, aveva maturato solide amicizie. Tra queste, quella con Marta Bitti che nella stagione 2014-15, in Serie D, ricoprì il ruolo di addetto stampa della
Civitanovese. Un’annata difficile per i colori rossoblu, con una società gestita dal discusso binomio Bresciani-Patitucci che, partita con grandi ambizioni, terminò con il fallimento.

Ora Marta, dopo le esperienze alla Fermana e alla Sangiustese, è responsabile della comunicazione del Matelica, nel campionato di esordio in Serie C. Con Enrico, lei aveva una profonda amicizia, tenuta viva da contatti telefonici frequenti per commentare vicende sportive marchigiane e di vita quotidiana. Scrive Marta Bitti nel suo toccante ricordo: “Enrico, già un anno che non ci sei, ma in fondo non ci hai mai abbandonato. Quelle telefonate del pomeriggio per commentare post, avvenimenti calcistici, love story, non ci sono più nel mondo reale, ma restano in quello immaginario. Chi ti voleva bene sapeva che mai avresti fatto mancare critiche e provocazioni, se motivate, come mai avresti lesinato complimenti ed applausi, se meritati. Ti sei perso dodici mesi ricchi di avvenimenti, una pandemia (e Dio solo sa come avresti fatto con la tua patologia, anche se non ti sarebbe mancato l’entusiasmo di affrontare anche questa sfida!), una stagione calcistica, la scorsa, troncata a metà ma non per questo meno ricca di gioie e dolori, un campionato, quello attuale, con forse più dubbi che certezze.

A livello personale saresti stato molto felice per me quest’anno, per il professionismo, per i miei compagni di viaggio, per qualche soddisfazione sportiva e non in giro per l’Italia. Non sento più la tua voce Enrico, ma il tuo ricordo nel cuore, la tua risata nelle orecchie, la tua approvazione nella testa sono ancora talmente grandi che neanche la morte può scalfire”.

Con Enrico – ci eravamo sentiti fino al giorno precedente la scomparsa – c’era un’antica
consuetudine che ci portò a promuovere iniziative sportive comuni. Spesso ci salutava con un:
“Ciao, vado a scrivere”, dichiarazione della passione per il racconto sportivo che aveva dentro e
che, raccolto il testimone sulle pagine di YouTvrs, c’impegniamo nel suo ricordo a portare avanti.

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