A Tolentino continua la battaglia per evitare la costruzione dell’inceneritore

L’eco-mostro porterà un inquinamento olfattivo, atmosferico e del sottosuolo enorme

Riceviamo e pubblichiamo

Il Comitato “No inceneritore –Tolentino”, nato per impedire la realizzazione di un nuovo inceneritore in località Rancia a Tolentino, continuala sua battaglia. Dopo il rigetto, da parte degli uffici preposti della Provincia di Macerata, della seconda istanza presentata dalla ditta Biorecovery Srl, finalizzata all’ottenimento dell’autorizzazione per la realizzazione a Tolentino di un inceneritore  (tecnicamente denominato “impianto destinato al recupero di fanghi biologici tramite essiccamento e successiva termo valorizzazione”), sembrava che il rischio di avere un nuovo eco-mostro alle porte della città fosse definitivamente scongiurato.

Purtroppo nelle ultime settimane la ditta, tramite i propri legali, ha inviato una nota effettuando le contro deduzioni alle eccezioni poste dalla Provincia, ed il rischio che venga realizzato un nuovo inceneritore alle porte di Tolentino è quindi più che mai concreto. Il Comitato ritiene estremamente gravi le lacune informative che si riscontrano sia nella risposta della Provincia di Macerata, sia soprattutto nella relazione elaborata dal Comune di Tolentino, le quali hanno di fatto impedito che la richiesta della ditta fosse definitivamente archiviata. In particolare,  nei documenti sia del Comune che della Provincia, non viene fatta menzione del fatto che a pochi passi dall’ubicazione scelta per l’inceneritore è presente un’istituzione scolastica che ospita centinaia di ragazzi.

Il comitato ha appurato che tale distanza risulta decisamente inferiore ai limiti previsti nel Piano Regionale dei rifiuti approvato dal Consiglio Regionale con Delibera n. 128/2015. Già 2 mesi fa il Comitato, aveva richiesto all’amministrazione Comunale di riconvocare con urgenza il Tavolo tecnico trasversale sull’inceneritore, costituito ad ottobre 2018 dal Comune stesso, chiedendo di  potervi partecipare al fine di offrire un contributo tecnico. Purtroppo a tale richiesta non è stato dato alcun riscontro e le lacune di cui sopra ne sono la diretta conseguenza. In questi casi è certamente auspicabile unire le forze ed avere l’umiltà di ascoltare chi si sta battendo contro la realizzazione dell’inceneritore. Il Comitato spera che nelle prossime settimane vi possa essere un  utile e sinergico confronto tra tutti gli attori interessati. Tuttavia, per evitare comunque che vi siano ulteriori “corto circuiti informativi”, il Comitato, per conto del membro del Direttivo, il Consigliere Regionale Sandro Bisonni, ha prudenzialmente già depositato in Provincia una memoria nella quale si fa luce su tutta la vicenda ed, in particolare, si espongono dettagliatamente le motivazioni per le quali l’inceneritore non può essere realizzato nel luogo prescelto. Se l’impianto venisse realizzato circa 100 tonnellate al giorno di fanghi organici (una  quantità enorme, superiore ai reflui dell’intera provincia di Macerata) verrebbero bruciati a Tolentino con un rischio di inquinamento olfattivo, atmosferico e del sottosuolo, enorme. La battaglia quindi continua ed  il Comitato sarà sempre più vigile a che tutte le Istituzioni preposte compiano il loro dovere al fine di evitare la realizzazione dell’eco-mostro.

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