“A Porto d’Ascoli Anagrafe chiuso, Spazzafumo non faccia come Piunti”, appello di Marzetti

Il palazzo della delegazione comunale di Porto d'Ascoli

“Ci rifiutiamo di pensare che per ottenere un servizio i portodascolani debbano ricorrere alla scissione da San Benedetto”

Gli Uffici di Stato Civile e dell’Anagrafe presenti nella delegazione di Porto d’Ascoli, malgrado un passato recente fatto di ricorsi e di interventi del Prefetto, a tutt’oggi sono ancora chiusi al pubblico”, afferma Elisa Marzetti, segretaria della sezione “Primo Gregori” del Pd di Porto d’Ascoli.

Continua: “Abbiamo sentito parlare di carenza di personale ma quale sia il problema irrisolvibile che sta alla sua base, non si riesce davvero a capirlo e la situazione dopo tanti troppi mesi è alquanto paradossale.
Un agglomerato urbano di 18.000 abitanti quale è quello di Porto d’Ascoli che potrebbe essere a tutti gli effetti un Comune a sé, che viene tenuto sprovvisto di servizi di fondamentale importanza per tutta la cittadinanza, specie per quella più anziana con problemi di mobilità e non avvezza alle procedure telematiche dei giorni nostri”.

L’affondo: “Non vogliamo credere che i cittadini di Porto d’Ascoli siano ritenuti utili solo durante la campagna elettorale. La nuova Giunta Spazzafumo ha dunque la possibilità di rimediare a questo vulnus creato dalla nefasta amministrazione targata Pasqualino Piunti oppure di proseguire sullo stesso solco. I sei mesi della luna di miele sono trascorsi ed i portodascolani chiedono il riconoscimento dei propri  sacrosanti diritti, ma ci rifiutiamo di pensare che per ottenerlo debbano per davvero ricorrere alla soluzione della scissione da San Benedetto per quella autonomia, che di tanto in tanto qualcuno invoca”.

Conclude Elisa Marzetti: “Speriamo resti una provocazione folcloristica di cui non sentire il bisogno, ma servono ora più che mai, risposte concrete e non solo velleitarie manifestazioni di volontà”.

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