80 anni fa, Luigi Taliani: don Giornalismo. Caso unico nella chiesa maceratese

Sacerdote, insegnante, cronista vero ed impegnato. Un libro a cura di Daniela Meschini, lo ricordera’

Ottanta anni fa nasceva Luigi Taliani. Sacerdote, insegnante, giornalista vero ed impegnato Diede impulso al settimanale Emmaus cui chiamo’ a collaborate non solo ‘clerices’ ma pure firme del giornalismo ‘laico’. Lanciando una scuola ‘aperta’ ai vari contributi ed apprendimenti. Con mons. Claudio Giuliodori, Emmaus conobbe poi una stagione importante prima dell’universal declino della carta stampata. Don Luigi e’ morto il 13 marzo 2022 lasciando un grande vuoto. Un libro di memorie e testimonianze (coordinato dalla prof. Daniela Meschini) e’ annunciato per tale anniversario.

Puo’ un prete essere contemporaneamente anche un giornalista libero pensatore. E dunque non tenuto alla cd ‘linea editoriale’? Ho sempre pensato fondamentalmente di no, in ogni caso che sia difficilissimo e sopratutto legato a casi perlopiu’ transitori. Il posto di lavoro e’ il posto di lavoro e nel giornalismo ormai e’ diventato una chimera sopratutto se a tempo indeterminato. Come la sparizione dell’Inpgi indica. Continuo naturalmente a pensarla dunque cosi’. Tuttavia c’e’ sempre l’eccezione. A Macerata lo e’ stato don Luigi Taliani.

Ho sempre creduto che don Luigi avesse sbagliato mestiere. Non perche’ credesse nel Giornalismo e non in Dio. Lui riusciva a professare un mestiere che t’imporrebbe di non credere in niente e nessuno per amore della Verita’. Don Luigi andava avanti con il suo personale grimaldello alla fioca luce della lanterna di Diogene senza preconcetti, certo di trovare Dio seppure dietro l’ultima porta, quando ormai non te lo aspetti piu’, quando hai perso qualsiasi speranza ammesso che tu l’avessi mai nutrita.
Siamo stati amici e giornalisti veri per questo, io e lui. Lui, intellettualmente onesto, rude e pugnace com’era (da darti se occorreva metaforicamente ed anche no! un pugno nello stomaco) sarebbe stato capace di gettare perfino la tonaca alle ortiche se non avesse trovato Chi cercava tra le sue ‘storie di Taliani’. Dio non ha voluto una simile svestizione e per me don Luigi resta, come per i sofisti, la prova maggiore dell’esistenza dello Spirito laddove s’investiga sui disastri umani e le sue intime ragioni. Il mio amico non aveva il Padre Eterno ne’ un vescovo come editore: e se lo aveva non avrebbe mai scritto a comando ne’ per il Primo ne’ per il secondo. Ne’ pubblicato la propria classica ‘testina’ a fianco dell’editoriale di giornali che circuitano all’ingresso delle chiese o in abbonamenti ab aeterno e che man mano spariscono dalle edicole -anche queste in rapida estinzione.

Don Taliani faceva Giornalismo (mantieni la G maiuscola, proto, per favore) per capire e far capire. Per pura evangelizzazione ci sono i luoghi di culto, gli oratori ed altre deputate occasioni che le redazioni. Non avrebbe mai ceduto le armi ammettendo alla fine, come un monsignore fece con me, che seppure orgogliosamente iscritto all’Ordine dei Giornalisti e adfsso una sincera passione per la carta stampata (verissimo!) “faceva in fondo un altro mestiere”.
“Lo Stato deve prendersi cura degli intellettuali”: cosi’ mi ribadiva qualche tempo fa un affermato scrittore marchigiano, perennemente in bolletta. Giusto: da 2.500 anni a questa parte. In Italia c’e’ ad esempio la Legge Bacchelli: una pensione che aiuta le nostre grandi firme ‘che se la passano male’. All’amico tuttavia ho ricordato che l’intellettuale ha il dovere della Verita’ e che il Parini rifiuto’ una mano soccorritrice a prezzo di cedimenti (cfr La caduta). Anche don Luigi se scivolando, quando Orion imperversa, fosse finito per le terre avrebbe fatto una identica rinunzia.

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS