44 anni ma ancora decisivo, Cazzola si confessa: “Trezeguet, Del Piero, Nedved e Camoranesi i più forti contro cui ho giocato”

PRIMA CATEGORIA – Intervista all’attaccante della Falco Acqualagna capolista nel girone A. Gol bellissimo nell’ultimo turno

Terza vittoria di fila e primato in classifica a più uno sulla coppia Pantano-Atletico Mondolfo. Sono i numeri del Falco Acqualagna che, in virtù del blitz esterno di domenica sul campo del Peglio, si è issato da solo in vetta al girone A di Prima Categoria. A decidere l’incontro in casa rossoblù ci ha pensato uno degli uomini simbolo e leader, l’attaccante Umberto Cazzola, che con un goal che ha ricordato quello di Marco Van Basten con l’Olanda nella finale degli Europei del’88 ha regalato il quinto risultato utile alla sua squadra: “Diciamo che la deviazione del loro difensore mi ha aiutato molto. Ne avevo già fatto un altro simile in passato. Secondo me il segreto sta nel non pensarci e farlo d’istinto. Marcolini mi ha messo una palla perfetta. Ho provato ed è andata bene. È stata una grande prestazione dei ragazzi contro un avversario forte in quello che era un derby. Abbiamo vinto soffrendo e non giocando benissimo”.

Per l’esperto calciatore natio di Fano, questa è la quinta stagione di fila con la società del presidente Chiuselli: “Ogni anno oramai da un po’ dico che è l’anno buono per smettere, ma tra la mia passione e quella che mi trasmettono i ragazzi non ci riesco mai. Il presidente, il ds, i vari allenatori e ragazzi del posto mi hanno fatto sentire importante dal primo momento e si sono comportati sempre in maniera esemplare nei miei confronti. Ad Acqualagna c’è una struttura degna di una Serie C. Una società seria e un paese che, per quanto piccolo, è appassionato e pieno di persone generose che mi trattano benissimo. Non ho mai pensato a cambiare perché sto troppo bene qui”.

Cazzola, che il prossimo gennaio spegnerà 44 candeline, continua a giocare ed essere decisivo, rappresentando un modello ed esempio anche per i ragazzi più giovani: “In realtà non ho grandi segreti. Ho avuto la fortuna di non aver mai infortuni seri in passato e di avere a casa una famiglia che mi sopporta e supporta. La mia ragazza Roberta che rinuncia ai weekend fuori per assecondare la mia passione e mio padre che ancora non si perde una partita. Da un paio d’anni ho anche un piccolo e grande tifoso in più, mio figlio Tommaso. L’anno scorso ho avuto diversi problemi fisici e non volevo smettere con un’annata così. Sono d’accordo con il direttore Davide Greco che potrò pensarci quando vinceremo il campionato”.

Sulla sua carriera, che lo ha visto in passato militare in Serie B a Bari e Varese e in Serie C in piazze importanti come Pesaro, Fano, Ravenna, Perugia, Ferrara, Taranto, Gubbio e Ancona: “La B l’ho fatta a Bari e Varese, ma giocando poco. Porto con me comunque tanti bei ricordi. Ancona è la piazza che porto più nel cuore, sia per i risultati che per l’affetto che ancora ricevo. Ma ogni città mi ha dato qualcosa. I goal a cui tengo di più sono il primo in Serie C all’epoca C1 a Pesaro contro il Pescara e quello in Ancona nel ritorno playoff contro il Perugia che ci permise di andare in Serie B. E infine dico la doppietta a Macerata, sempre con l’Ancona. I giocatori più importanti con cui ho giocato dico Angelo Palombo e Neto Pereira. Invece i giocatori più forti contro cui ho giocato dico Trezeguet, Del Piero, Nedved e Camoranesi quando la Juventus era in B e l’abbiamo affrontata quando giocavo a Bari”.

Sabato per il Falco Acqualagna è tempo di tornare tra le mura amiche del Comunale per ospitare il Mondolfo Marotta: “Chi gioca contro la capolista dà sempre quel qualche in più, quindi dovremo stare concentrati da subito e cercare di giocare anche di più”.

Sul campionato: “Penso che la classifica rispecchi un po’ i valori del campionato. Alle prime attuali cinque aggiungo anche l’Audax Piobbico nelle formazioni che si contenderanno primo posto e le posizioni playoff fino alla fine. Di quelle viste fin ora, la squadra che più mi ha impressionato è l’Atletico Mondolfo che ci ha battuto in semifinale playoff l’anno scorso. La continuità farà la differenza”.

In chiusura: Il Falco Acqualagna è una società ambiziosa che vuole migliorarsi di anno in anno. Riuscire a vincere sarebbe un ringraziamento alla società Falco per avermi allungato la carriera e agli acqualagnesi per avermi accettato come se fossi uno di loro. A livello personale spero solo di essere in salute. Non ho nessun obiettivo in particolare, solo cercare di essere d’aiuto per costruire qualcosa di bello ed esempio per i più giovani. Sperando che possa dare loro qualche insegnamento utile per il presente e futuro”.

Falco Acqualagna domina il girone A di Prima Categoria: Umberto Cazzola decisivo nella vittoria contro il Peglio, racconta la sua carriera
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