25 Aprile, Procaccini (Pci): “Il Governo avrebbe dovuto invitare i Comuni a diffondere Bella Ciao”

Con questo clima, dove diverse formazioni democratiche hanno abbandonato gli strumenti della critica al revisionismo storico diventa facile per la destra occupare un “vuoto” pauroso

Da Cesare Procaccini, segretario della Federazione di Macerata del Partito Comunista Italiano, riceviamo

Approfittando dell’emergenza Codice 19, il revisionismo e la riabilitazione del fascismo avanzano a piene mani. Il 25 Aprile se possibile viene relegato sempre più come un orpello che si celebra in maniera di routine svuotandolo del suo significato vero di Liberazione dal nazifascismo e di rinascita democratica dell’Italia. Diversi sindaci fanno passare il 25 aprile come una indistinta giornata in ricordo dei caduti di tutte le guerre, giustificando di fatto le guerre d’invasione e coloniali dell’ Italia fascista.

Già il Parlamento europeo con una risoluzione votata anche da parlamentari del Pd aveva messo sullo stesso piano fascismo e comunismo. Con questo clima, dove diverse formazioni democratiche hanno abbandonato gli strumenti della critica al revisionismo storico diventa facile per la destra occupare un “vuoto” pauroso. Infatti proprio in questi giorni nessuna istituzione “superiore” nè le prefetture hanno vietato a “quei” sindaci di offendere la memoria dei Partigiani che hanno lottato e molti morti per la Libertà.

Proprio perchè in presenza del virus il 25 Aprile non si potrà uscire il Presidente della Repubblica, il Parlamento e il Governo, avrebbero dovuto impartire una direttiva ai comuni di diffondere con gli altoparlanti dei propri automezzi alle ore dodici del 25 Aprile, Bella Ciao e l’Inno Nazionale.

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